FINALMENTE È FINITO SANREMO!

È davvero finito Sanremo?

Invece no! Da oggi tutto ciò che è successo nella settimana del Festival si ripercuoterà sui Vip e Nip. Chi parlerà di Sanremo lo farà con cognizione di causa anche se non avrà seguito nemmeno un minuto della kermesse canora in onda su Raiuno dal 7 all’11 febbraio.

Suonami la vita Sanremo del mio cuore

Ma come mai? (direbbe Deianira Marzano)

Si tratta del fenomeno della transmedialità – cito la definizione – ogni contenuto prodotto durante il programma è riuscito a viaggiare su più piattaforme e ad incarnarsi sui vari media secondo le regole della convergenza.

La gara non conta più, degno di nota è invece il contorno e considerando il fatto che quest’ultimo è stato costruito ad arte dai guru della comunicazione sociale di marketing: The Ferragnez, è successo che Sanremo ha bucato una volta per tutte lo schermo innervandosi nei tubi della rete social.

E come ha fatto?

Si è servito di una figura Caronte: Chiara Ferragni, la nota influencer imprenditrice digitale fashion blogger e paladina della giustizia di noi donne, madri, imprenditrici lavoratrici dipendenti ma non delle casalinghe!

E così da donna madre e imprenditrice Chiara ha venduto al Servizio Pubblico tutto di sé. Durante la prima serata ha mostrato l’essere donna senza alcuna vergogna mostrando il suo corpo fekenudo; poi come madre spiattellando in primo piano sul palco dell’Ariston la gigantografia dei suoi figli ed infine durante la serata clou – la finale – sputtanando il marito in mondovisione come a dire “comando io” per glissare su quella risposta imbarazzante regalata sul piatto d’argento a quell’attentissima schiera di giornalisti che altro non aspettava che un errore della nostra Chiara nazionale.

Per i meno attenti riporto l’accaduto: Paolo Giordano giornalista de Il Giornale chiede:”Che ne pensi dei testi (misogini e poco inclusivi) che Fedez scriveva un pò di tempo fa?” e Chiara risponde “Chiedetelo a lui”.

la schiera di persone in attesa di un errore di Chiaretta nazionale.

Siamo consci che l’attenzione focalizzata negli anni del buon festival è stata ex abrupto spostata sulla vita della coppia più seguita dei social. E no, non stiamo parlando di CR7 e consorte ne tanto meno di Harry e Meghan. The Ferragnez è ormai un brand.

Fa strano accostare un sostantivo che riferisce di una costruzione artificiale ad una persona in carne ed ossa. Eppure oggi nell’era del metaverso tutto ciò è assolutamente normale. E qui voglio sottolineare quest’ultimo sostantivo utilizzato dalla Signora Ferragnez in modo banale ed autoreferenziale come un verbo transitivo.

Provo a snocciolarvi la questione nonostante ad un certo punto, durante il suo discorso, mi sanguinavano le orecchie.

Inizia con “Ciao Bimba” che diciamocelo neanche noi millennial/boomer ci chiamavamo così nell’età della chat C6.

Finisce con il sessismo normalizzato, pensati libera e una serie di abiti un pò too much che alla fine diventano degli stereotipi.

Ebbene si, abbiamo pagato il canone per avere in cambio il celeberrimo messaggio promozionale senza dicitura inserita come per legge.

Ci siamo fatti intortare da un linguaggio bambinesco sulla scia di un’emotainment ereditato da Stranamore e seguenti. Ma in fondo che cosa siamo noi se non i figli di Edipo, colui che uccise il padre in luogo al desiderio di possesso? Siamo una società atomistica legata al capitalismo, inutile negarlo e fanculo, noi non vogliamo lo spazio libero vogliamo partecipare.

E come partecipiamo? Commentiamo sui social, suscitiamo discussioni, diamo vita a nuovi spunti che verranno poi utilizzati al Sanremo dell’anno prossimo affinché un’altra Chiara Ferragni nostrana possa imbalsamarsi sul palco a parlare di se stessa, illudendoci che il suo intento sia difendere le donne dal sessismo e non autocelebrarsi. (Si, come no)

Siamo in TV dove realtà e spettacolo convergono dentro lo schermo.

E tu che ne pensi di Chiara e family? Ti sei sentita rappresentata?

Sharing makes the different

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *