L’Italiano della musica, Toto Cutugno, ci lascia a 80 anni. Le sue Emozioni e successi restano nell’anima.

Il mondo della musica è stato scosso dalla triste notizia della scomparsa di Toto Cutugno, un’icona della canzone italiana, all’età di 80 anni. Il cantautore, che aveva festeggiato il suo ottantesimo compleanno lo scorso luglio, ci ha lasciati all’ospedale San Raffaele di Milano, dove era stato ricoverato.

La notizia del decesso è stata annunciata dal suo manager, Danilo Mancuso, che ha rivelato che Cutugno, dopo una lunga lotta contro una malattia, aveva visto le sue condizioni peggiorare significativamente negli ultimi mesi.

Toto Cutugno rimarrà per sempre nel cuore degli italiani e oltre i confini nazionali grazie a brani indimenticabili come “L’Italiano”. Questo pezzo, che ha catturato lo spirito e l’identità del Belpaese, è diventato un vero e proprio simbolo all’estero, portando un pezzo del calore italiano in tutto il mondo. Tuttavia, il suo repertorio è costellato da innumerevoli successi che hanno affascinato diverse generazioni.

Cutugno non è stato solo un interprete eccezionale, ma anche un compositore straordinario. Ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del Festival di Sanremo, aggiudicandosi la vittoria in una delle edizioni e ottenendo il secondo posto in ben sei occasioni diverse. La sua capacità di connettersi con il pubblico attraverso testi profondi e melodie coinvolgenti lo ha reso un punto di riferimento nella musica italiana.

Oltre alla sua carriera da solista, Cutugno ha scritto brani per altri artisti di spicco, tra cui l’indimenticabile Adriano Celentano. La sua abilità nel creare testi coinvolgenti e melodie memorabili ha reso la sua musica amata da molteplici generazioni.

Un altro grande trionfo nella carriera di Toto Cutugno è stata la sua vittoria all’Eurovision Song Contest di Zagabria nel 1990 con il brano “Insieme: 1992”. La sua performance coinvolgente e la potenza emotiva della canzone gli hanno permesso di portare a casa questo prestigioso riconoscimento, affermando ulteriormente il suo talento e la sua versatilità artistica.

Tuttora detiene il record di partecipazioni al Festival di Sanremo, ben 15 volte. Un traguardo condiviso con Peppino Di Capri, Milva e Anna Oxa. Da solista ha partecipato 13 volte, aggiungendo altre 2 partecipazioni con gli Albatros.

Parallelamente alla sua carriera musicale, dagli anni ’90 Cutugno ha intrapreso un’avventura nella conduzione televisiva, presentando programmi come “Piacere Rai Uno”, “I Fatti Vostri” e “Domenica In”.

I funerali di Toto Cutugno si terranno giovedì mattina a Milano, in quello che sarà un momento di commiato e riflessione per i suoi cari e per i suoi innumerevoli fan sparsi in tutto il mondo.

Oggi, l’Italia piange la perdita di un artista straordinario che ha plasmato la cultura musicale del paese e ha portato gioia e ispirazione a milioni di persone. La sua musica resterà viva e continuerà a toccare le vite di chiunque abbia avuto il piacere di ascoltarla.

Ciao Toto.

Le mie canzoni che sfidano il tempo
E i giorni neri spazzati dal vento
Da quando tu sei qui che dormi al mio fianco 
Per te io vivrò
Io con te respirerò
Ti darò tutta la forza che ho 
Per i tuoi occhi ci sarò
Io con te mi fermerò ti offrirò
Lassù, dove si vede il mare 
E dove è nato il nostro grande amore
Io e te
..Emozioni!

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Mediaset: Nuovi Volti e Programmazione Rinnovata per una Stagione Televisiva Indimenticabile

Un’offerta di contenuti di qualità e volti di spicco per coinvolgere e sorprendere il pubblico italiano

Dopo l’improvvisa uscita di scena di Silvio Berlusconi, fondatore e volto storico di Mediaset, il network televisivo ha annunciato una riorganizzazione dei suoi palinsesti per adattarsi al cambiamento. Questa ristrutturazione mira a mantenere l’equilibrio e la continuità all’interno delle programmazioni, garantendo al pubblico un’offerta di contenuti di qualità e varietà con una selezione accurata di programmi che spaziano tra intrattenimento, informazione, fiction e sport. 

Mediaset ha scelto di affidarsi a nuovi volti e personalità di spicco nel panorama televisivo con l’obiettivo di offrire ai telespettatori un palinsesto accattivante e coinvolgente, mantenendo comunque i valori e gli elementi che hanno reso Mediaset un punto di riferimento per l’intrattenimento televisivo.

Questa strategia si basa sulla collaborazione con talenti emergenti e affermati, nonché su partnership con importanti case di produzione e distribuzione, al fine di offrire al pubblico esperienze televisive uniche ed emozionanti.

È importante sottolineare che, nonostante la mancanza di Silvio Berlusconi, Mediaset – nella figura di Pier Silvio Berlusconi – si impegna a mantenere il suo ruolo di leader nel panorama televisivo italiano, continuando a offrire programmi di successo, notizie di attualità e intrattenimento coinvolgente. La riorganizzazione dei palinsesti rappresenta un’opportunità per rinnovarsi e reinventarsi, consolidando la posizione di Mediaset come punto di riferimento per i telespettatori di tutto il paese.

<<Mediaset ha creato un sistema di comunicazione cross-mediale prendendo forza dalla crisi>> ha detto l’erede di Berlusconi. Suo padre – il compianto Silvio – aveva a sua volta ribadito che le cose migliori sono prodotte da una lungimirante follia. 

Il nuovo scenario garantisce una continuità e un’evoluzione dell’offerta televisiva, puntando su nuovi volti, contenuti diversificati e produzioni originali. Il network si impegna a mantenere la sua rilevanza nel panorama televisivo italiano, offrendo al pubblico una programmazione più trasversale figlia del suo tempo. 

Le Novità dei Palinsesti Mediaset: Nuovi Volti e Cambiamenti di Programma

Bianca Berlinguer e Myrta Merlino si uniscono al team, Luciana Littizzetto entra come nuovo giudice in “Tu si que vales” e Veronica Gentile diventa la nuova iena al posto di Belen Rodriguez. 

Rete 4 si distacca dalla programmazione esclusiva di telenovelas, fornendo più spazio alle notizie. Alla guida dei programmi troviamo Bianca Berlinguer, che avrà un suo show personale il martedì sera su Rete 4 (mentre Mario Giordano sposta la sua collocazione al mercoledì). Inoltre, la vedremo impegnata in un programma di access prime time intitolato “Stasera Italia”, dove si alternerà con Nicola Porro. Si ipotizza inoltre che con Bianca Berlinguer possa arrivare anche Mauro Corona.

Myrta Merlino, nuovo volto di “Pomeriggio 5”, porterà il programma a Roma per una trasformazione che si concentrerà sull’approfondimento giornalistico, spaziando tra politica e cronaca. La prossima stagione segnerà un nuovo inizio, con una maggiore enfasi sull’attualità e il giornalismo, riflettendo una direzione verso un’informazione autorevole e di rilievo.

Tra metà ottobre e metà novembre andrà in onda un’esclusiva novità nel campo dell’intrattenimento: uno spettacolo di Checco Zalone. Si tratta di un evento molto atteso, che promette di regalare momenti di divertimento e risate al pubblico. Il famoso comico italiano si esibirà con uno show unico nel suo genere, offrendo performance comiche e satiriche che lo hanno reso celebre. Gli spettatori potranno godersi una serata all’insegna dell’allegria e dell’ilarità, grazie al talento indiscusso di Checco Zalone.

Gerry Scotti, noto per i suoi ruoli di grande successo in programmi come “Tu si que vales”, “Caduta libera” e “Lo show dei record”, si prepara a vivere una nuova stagione televisiva ricca di impegni. Infatti, il popolare conduttore sarà protagonista di altri due nuovi programmi che arricchiranno ulteriormente la sua già brillante carriera.

Il primo programma che vedremo Gerry Scotti condurre sarà la versione evoluta di “Io Canto”, intitolata “Io canto generation”. Questo nuovo show promette di essere un’esperienza unica per gli appassionati di musica, con esibizioni mozzafiato da parte di giovani talenti che si cimenteranno in performance indimenticabili.

Inoltre, nell’arco della stagione che va dall’autunno alla primavera, Scotti presenterà anche una versione rinnovata de “La ruota della fortuna” nel preserale. Questo celebre gioco televisivo, amato dal pubblico italiano, lo sancirà come erede di Mike Bongiorno.

Durante la presentazione dei palinsesti Mediaset per la prossima stagione televisiva, sono state annunciate diverse novità che porteranno significativi cambiamenti ai programmi dell’emittente. La regina indiscussa della televisione italiana, Maria De Filippi, tornerà con i suoi amatissimi programmi, ma ci saranno anche delle sorprese in arrivo.

Tra le novità più attese, spicca la versione invernale di “Temptation Island”, che promette di scuotere le dinamiche delle relazioni sentimentali con il suo fascino gelido. Inoltre, il Grande Fratello subirà una rivoluzione, con un mix di concorrenti vip e non, evitando di superare i limiti che avevano caratterizzato la scorsa edizione e che avevano richiesto l’intervento di Pier Silvio Berlusconi per bloccare gli eccessi. Alla conduzione troveremo ancora Alfonso Signorini.

Tra i programmi confermati, spicca il ritorno di “Ciao Darwin” con Paolo Bonolis, che continuerà a deliziare il pubblico con le sue sfide surreali, sia in autunno che in primavera. Altri volti noti saranno Michelle Hunziker con “Michelle Impossible” e Pio e Amedeo con “Felicissima sera”. Inoltre, saranno presenti serate musicali imperdibili con Il Volo, Elisa, Max Pezzali e Orietta Berti, che regaleranno emozioni uniche agli appassionati di musica.

Una delle novità più attese sarà il ritorno di “La talpa”, ma questa volta non sarà più prodotta da Fascino e il nome del conduttore rimane ancora un mistero. Enrico Papi farà il suo ritorno sul piccolo schermo non solo con “La pupa e il secchione”, ma anche con un game musicale che promette di coinvolgere il pubblico. Barbara Palombelli continuerà a condurre “Forum”, e ci sarà uno “speciale” Karaoke intitolato “Il più grande karaoke d’Italia”, che verrà trasmesso direttamente dall’Arena di Verona.

Per quanto riguarda le fiction, si segnala il ritorno di Gabriel Garko sul set e una nuova produzione diretta da Beppe Fiorello, le cui riprese inizieranno ad agosto. La prossima stagione televisiva si preannuncia ricca di emozioni, sorprese e cambiamenti che terranno incollati gli spettatori ai loro schermi.

Un altro importante cambiamento è in arrivo nel popolare show “Tu si que vales”, dove Luciana Littizzetto prenderà il posto di Teo Mammucari come nuovo giudice. Con il suo umorismo tagliente e la sua personalità affascinante, Littizzetto promette di infondere una ventata di freschezza al programma. Non ci sarà più Belen, ma la sostituta è ancora un mistero. Si vocifera che potrebbe essere un volto noto di “Amici”, ma al momento non ci sono conferme ufficiali.

Nel mondo de “Le Iene”, Veronica Gentile si unirà come nuovo membro del team, sostituendo Belen Rodriguez. Con la sua intraprendenza e il suo stile unico, Gentile si unirà agli altri ienici per offrire inchieste e reportage sempre interessanti e sorprendenti. Il pubblico può aspettarsi un mix di informazione e intrattenimento di alta qualità da parte di questo nuovo membro del team.

Non resta che attendere con impazienza l’inizio della prossima stagione televisiva per scoprire tutte le sorprese che Mediaset ha in serbo per il pubblico italiano.

E tu, che ne pensi di questi cambiamenti? Scrivilo nei commenti.

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Tu pensi che tutto questo non abbia a che fare con te?

Se credi di essere intelligente allora devi leggere questo articolo.

Nel 1967 fu pubblicato in Italia il volume del sociologo canadese Marshall McLuhan “Understanding Media: The Extension of Man” (io ho questa versione con la prefazione di Peppino Ortoleva). Questo personaggio, definito poi guru della comunicazione, sosteneva che un giorno la tecnologia sarebbe stata un’estensione del nostro corpo e che – anzi – lo stava già facendo dalla notte dei tempi.

Parla la gente purtroppo parla e non sa di che maglione ceruleo di Andy parla. Cit. Måneskin

A detta di questo luminare la parola parlata è (stato) un media. Scopriamo grazie a McLuhan che linguaggio ha fatto con l’intelligenza ciò che la ruota ha fatto con il corpo o più precisamente con i piedi : ha estenso l’uomo, lo ha fatto progredire, lo ha trasportato in avanti. Per il visionario autore, i media sono metafore, questo termine di derivazione greca – metaphérein – significa trasportare e dunque nella fattispecie trasformare mittente, ricevente e messaggio.

Quello che accade guardando la televisione, per citare un esempio concreto, è una trasformazione della nostra esperienza. Mentre siamo davanti allo schermo in realtà non restiamo fermi, ma viaggiamo – grazie anche al nostro retaggio culturale – vivendo un’esperienza multisensoriale.

Ora, dove voglio andare a parare? Voglio soffermarmi sulle critiche sollevate dai più nei confronti del mezzo televisivo e/o dei nuovi media e dei loro contenuti.

Molto spesso abbiamo sentito la frase “da quando c’è la TV la gente non comunica più” o ancora “lo smartphone ha ucciso la comunicazione”. Questa convinzione è sbagliata! Perché?

Perché non è cambiato nulla, o meglio, è cambiata la natura dello scambio simbolico.

Mi spiego.

Al principio gli uomini si servivano dei simboli per comunicare. Ve le ricordate le caverne dell’Homo erectus tutte imbrattate? Roba che se adesso vedi un ragazzetto che disegna sui muri chiami il sindaco Nardella per il placcaggio. Per molti secoli la comunicazione ha generato uno scambio tra individui che conoscono lo stesso codice e nel passato (solo? ne siamo sicuri?) questo era uno strumento di potere in mano alle istituzioni politiche, religiose e scolastiche.

“Levati, levati, ma che ca**o fai! (2 volte)” by Nardella

La connessione esistente tra i mezzi di comunicazione oggi diventa un sistema unico. Questa tesi, nell’ambito dei media studies, prende il nome di Convergenza.

La potenza dei media e dunque della comunicazione in generale sta nel fatto che essi diventano una istituzione accanto a quelle tradizionali poiché, oltre a veicolare un contenuto simbolico e una realtà oggettivata, determinano un regime totalitario – un Big Brother – che prende il comando delle menti e allo stesso tempo si fa condizionare dall’esterno in un do ut des continuo. La verità espressa dai media non richiede alcuna dimostrazione, essa esiste a prescindere perché si adatta alle varie piattaforme distributive incarnandosi secondo le regole della convergenza.

La Convergenza non è un processo nuovo, ma come abbiamo già visto, esiste da sempre.

I media (considerando la parola parlata) si sono sempre sovrapposti mescolati e ibridati e se un tempo estendevano il nostro corpo ora creano degli ambienti, delle vere e proprie case entro cui realtà e finzione convergono.

Non facciamo l’errore di considerare questo fenomeno alla stregua di un cambiamento tecnologico: noi siamo tecnologia, il mutamento lo viviamo insieme. Non consideriamolo un punto di arrivo, ma un processo in continua evoluzione.

Pensateci bene: prima il libro veniva stampato e l’unico modo per accedervi era la lettura: serviva la vista. Ora un libro può essere letto ed ascoltato, gli audiolibri e i podcast li conosciamo tutti vero? Dunque il testo scritto assume diverse declinazioni e viene condiviso seguendo le regole della convergenza.

c’è un pò di internet in questo libro.

Quindi il nuovo modo di comunicare non ha disunito, a dirla tutta ha fatto un’opera di inclusività (tipo opera di bene). Siete d’accordo?

La digitalizzazione ha semplificato l’accesso all’uomo permettendogli di interagire in qualunque tempo e modo con diversi contenuti multimediali interconnessi tra loro.

Mi piace poter utilizzare la domanda di Miranda Priestly ne Il diavolo veste Prada a proposito del maglione “ceruleo” di Andy: “Tu pensi che tutto questo non abbia a che fare con te?”.

Scrivilo nei commenti, se ti va.

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Maurizio Costanzo Shock

Premetto da subito che questo articolo non ha il solito tenore leggero, ma per chi come me ama la televisione Costanzo sarà per sempre uno di quei personaggi immortali: storia ancor prima diventarlo per davvero.

“Abbiate sempre progetti…il cervello in movimento”. -Maurizio Costanzo

Cosa ricordano di Costanzo i tuttologi?

La sua amicizia con la famiglia Berlusconi (si, ma poi non lo votava). E non lo vuoi dire che faceva parte della P2? E certo! Ma, mica tutti lo sanno, perché leggono e vedono ciò che le loro menti chiuse vogliono vedere, che lo stesso Costanzo fece un’ammissione di cretinismo – così la definì lui – durante un’intervista per “la Repubblica” confessandosi.

Era il 1977, agli esordi di Costanzo e della sua formula, ora meglio conosciuta come “Maurizio Costanzo Show”. Nello spazio limitato dello Studio 11 della Rai a Roma andava in onda “Bontà loro”, un programma nuovo caratterizzato da una particolare contaminazione di generi chiamato infotainment (informazione + intrattenimento) e da un nuovo stile: la prossemica. In questo piccolo studio Costanzo intervistava svariati personaggi, tra questi desiderava intervistare Licio Gelli, un faccendiere nostrano a capo della Loggia massonica.

Lungi da me fare pipponi sulla teoria del giusto o sbagliato, ne tanto meno addentrarmi in un terreno così spinoso e frastagliato e magari cadere nella tentazione di farmi un selfie con il morto, per carità!!! Non si fa.

Ora, sebbene Costanzo abbia affrontato con leggerezza l’iscrizione alla P2 e la smentita con successiva ammissione di pentimento, egli ha pagato le conseguenze. Ha smesso di fare ciò che più gli piaceva – il giornalista innovativo – ritirandosi in solitudine. Non fu mai però lasciato solo ed anzi, grazie al compianto Enzo Biagi (ed altri intellettuali), riuscì a far passare la nottata riprendendo in mano la sua vita e la sua professione. E menomale, aggiungo, perché dopo quel Costanzo lì, abbiamo avuto un Maurizio diverso.

Se in quel gruppo si fosse trovato per spavalderia e ingenuità oppure per moda e troppa imprudenza, questo non ci è dato da sapere e direi, vediamola come ci pare , alla fine con quel gruppo non aveva niente in comune. Badiamo bene però che il punto non è “perché” bensì “e poi”. Cosa è successo poi? Che ha fatto questo cattivone?

Il punto è che siamo un popolo pronto a seguire la cosa giusta decontestualizzando, siamo pronti a fare i bulli anche con le persone morte, però siamo in prima fila a difenderle e a contestare i due soggetti che fanno il selfie con una Maria nazionale distrutta.

Siamo fatti così, e no, non è il titolo del noto cartone animato che parla del corpo umano, ma in un certo senso è ciò che ci giustifica. Ci sentiamo invincibili quando una persona “cattiva” muore sparando a zero sulle pagine dei nostri social, poi in un attimo diventiamo paladini dell’umanità e dei diritti civili.

“Siamo fatti così dentro abbiamo un cuore solido motore, siamo fatti così trentadue bei denti candidi e splendenti” Anima e corpo, buono e cattivo. Niente di diverso da ciò che è stata la persona Maurizio Costanzo. La cosa che non abbiamo capito è che siamo tutti fatti così.

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