Clio don’ cry

Sono Gilda. Amo scrivere. Sono sicura che la scrittura può salvare dai mali del mondo (oppure crearli, ma fortunatamente  mi occupo di politica). Credo che scrivere sia condividere con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.

Sono una mamma, una moglie, una studentessa, un’imprenditrice (sulla carta, non digitale), ma prima di tutto sono una NIP 

-normal inutil people- 

Clio Zammatteo piange e si dispera e noi comuni fruitori del web comprendiamo il suo malessere. È o no convergenza anche questa?

Quando le lacrime fanno le views. Che novità direte voi, invece…avete ragione e vediamo perché.

Era il 2008. Facebook non aveva raggiunto, almeno in Italia, il boom di presenze sulla piattaforma. Nasceva un nuovo modo di fruire i contenuti, una nuova televisione: YouTube. Molti, tra i giovani dell’epoca, cominciarono ad aprire i loro canali, tra questi io e Clio Zammatteo.

È inutile cliccare è un jpeg.

Ok lo ammetto, a me non è andata bene come Clio. Già dal nome la ragazza era riuscita a dare un’identità al canale: Clio Make-up si chiamava e parlava di quelli che noi comuni mortali degli anni 2000 conoscevamo come trucchi. Il fard, ad esempio, da Clio in poi si chiamerà blush che tradotto dall’inglese significa arrossire. In pratica con l’aiuto della nominalizzazione termini obsoleti sono stati soppiantati da un linguaggio più…come posso dire…fascinoso, anzi meglio glamour. Vuoi mettere che vado in un negozio di make up e chiedo alla commessa un lucidalabbra? Quella sviene sicuro. A parte che già vedo la scena.

Arrivo nel negozio tutta sudata con le labbra che stanno perdendo epidermide, secche tipo carta vetrata e mi appare lei, la commessa, una barbie con la pelle levigata tipo bambola di porcellana, rossetto rosa fluo che mi abbaglia, ciglia che appena chiude le palpebre faccio un volo di due metri. Lei mi sorride con i denti così bianchi – che più bianchi non si può a meno che non hai usufruito dell’intervento Dottor Smile che costa più di uno stipendio – e mi dice “Prego Signora” che già a Signora le vorrei dare una testata in mezzo alla fronte che se si toglie tutto quel trucco una pelle come la mia se la sogna. Ed io molto candidamente “Ha per caso un lucidalabbra?” Lei inorridisce, gli occhi le diventano rosso fuoco, le sue unghie si allungano tipo quelle di Elenoire Ferruzzi, i canini cominciano a sanguinare e mi dice “Signora si chiama gloss”.

Questo cambiamento di linguaggio lo dobbiamo a te: Clio Zammatteo, quindi, Ti prego, non piangere! Tu hai fatto la rivoluzione della cosmesi in Italia, tutte e tutti sono nati dopo di te!

Sei quello che Topolino fu per la Disney!

Ora, tralasciando il fatto che leggere ciò che scrivo risulterà di sicuro banale vista l’era convergente nella quale siamo immersi, bisogna però pensare che nel 2008 tutto era nuovo e luccicante. I telefonini erano ancora dei telefoni e per realizzare i video si utilizzava la web Cam e si passavano giornate intere a caricarli on line. Erano orrendi senza l’aiuto del cerchio magico- il celeberrimo ring light – e con un audio che il più delle volte faceva schifo.

Abbiamo scelto il nome dopo aver visto il film The ring. Quella ragazza aveva bisogno di noi!

Io Clio la capisco, comprendo il suo sfogo. Quando parla di “malsana competizione” ha ragione. In Italia chi decide di fare qualcosa deve mettere in conto che avrà a che fare con chi questo qualcosa lo vuole fare, ma non lo sa fare e indi perciò farà di tutto per far affondare te che lo stai facendo con tutti i titoli in tuo possesso.

Però volevo dire a Clio “Buongiorno Principessa” dov’eri fino ad oggi? Quando un laureato viene preferito ad un figlio di. Quando un uomo viene preferito ad una donnamadre (essere mitologico in estinzione). Quando gli attori vengono scelti direttamente dalla casa del GF o le veline da Amici e (per fare un esempio nel tuo) quando le influencer nascono dal parterre di Uomini & Donne.

Svegliati Amore mio

Sharing makes the different

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